lunedì 20 maggio 2013

Il counseling spiegato (in breve) ad un vicino di treno

Stava seduto di fronte a me su un freccia-rossa Milano-Roma. Lui era un informatico nel settore bancario. E tu cosa fai? Io mi sono un counselor!

Un counselor? E che cos'è il counseling? (Lo sapevo che diceva così!)

La domanda è impegnativa, vuoi davvero che ti parli di una parola astratta, che quindi faccia partire un pippone teorico, specialità in cui sono maestro, che ti bombardi con un mare di informazioni al riguardo?

A meno che tu non voglia studiare per diventare un counselor (così si chiama lo specialista in counseling) credo proprio che non ti interessi. Comunque ci sono libri che te lo spiegano.

Forse la tua domanda reale è: in cosa consiste il mestiere del counselor? E come questo ha a che fare con me e la mia vita?

Meglio, vero?

Allora rispondo: il counselor, come tutti gli umani, è il prodotto di tre cose.

Quello che pensa, quello che dice e quello che fa.

Quindi la prima risposta è un counselor ha pensieri da counselor, dice cose da counselor e fa azioni tipiche del counselor.

E siccome non voglio farti spazientire ti dico quali sono (in effetti dava i primi segni di insofferenza, ma anche di curiosità).

I pensieri del counselor. Un counselor crede nelle seguenti affermazioni
1.      Ogni persona è unica e irripetibile e ha dentro di se tutte le potenzialità per vivere una vita piena di esperienze arricchenti
2.      Ogni teoria, ogni tecnica, ogni metodologia è secondaria rispetto alla relazione tra esseri umani. Ogni classificazione impoverisce la relazione
3.      La relazione di counseling può aiutare le persone ad aiutarsi quando ne hanno bisogno
4.      Una relazione per essere d’aiuto non può che essere totalmente autentica
5.      L’unico modo per entrare in contatto con l’altro è quello di ascoltarlo completamente
6.      L’arma letale nella relazione di counseling è l’accettazione incondizionata dell’altro
7.      La struttura di ogni esperienza umana è soggettiva
8.      Nessuno ha il diritto di stabilire ciò che è giusto o non giusto per qualcun altro

Le parole del counselor. Un counselor utilizza il seguente linguaggio rivolto al suo cliente
1.      Come posso aiutarti?
2.      Ti ho sentito dire questa affermazione, ho sentito bene?
3.      Che cosa significa per te questo?
4.      Come ti senti quanto dici …?
5.      Se questa cosa (situazione, relazione) di cui mi parli fosse quest’altra cosa (situazione, relazione) come sarebbe?
6.      Mentre parlavi ho notato questo, ha un significato per te? Me ne vuoi parlare?

Le azioni di un counselor. Un counselor compie tipicamente le seguenti azioni con il suo cliente
1.      Fornisce un costante esempio di chiarezza e affermatività  nella relazione
2.      Osserva quello che il cliente dice a parole, il tono in cui lo dice e quello che dice attraverso il corpo. Coglie i disallineamenti tra questi 3diversi canali comunicativi e rende il suo cliente consapevole della eventuale incongruenza.
3.      Da feedback al cliente avendo cura di dare prima un feedback di rinforzo (rinforza un aspetto positivo) e subito dopo un feedback di miglioramento
4.      Riformula la comunicazione del cliente in modo da arricchire la percezione di quest’ultimo con nuovi elementi
5.      Si astiene dal dare consigli ed interpretazioni rispetto ai contenuti portati dal cliente, anche se questi glieli chiede.

Min***chia! E’ un mestiere davvero difficile, disse il mio vicino di treno!

Buon Counseling,
Maurizio Tonini

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